‘I più grandi di tutti’ di Carlo Virzì

I più grandi di tutti, Carlo Virzì, storia I più grandi di tutti, cast I più grandi di tutti, i pluto, film cinemaA breve il nuovo film ‘I più grandi di tutti’ di Carlo Virzì, con Claudia Pandolfi, Alessandro Roja, Marco Cocci, Corrado Fortuna, Dario Kappa Cappanera, Claudia Potenza, Frankie Hi Nrg Mc, Francesco Villa, Niccolò Belloni e con la partecipazione di Catherine Spaak, da mercoledì 4 aprile al cinema.

Quindici anni fa erano una rock band, energica e provinciale come vuole la tradizione del rock, e da Rosignano Solvay, cittadina industriale del litorale tirrenico, avevano girato in lungo e in largo il circuito alternativo nazionale, inciso un paio di album, e piazzato anche un brano in un noto spot televisivo. Erano i Pluto: voce, chitarra, basso e batteria.
Poi, sempre secondo tradizione, litigarono e si sciolsero. 

I più grandi di tutti, Carlo Virzì, storia I più grandi di tutti, cast I più grandi di tutti, i pluto, film cinemaCiascuno s’ingegnò a modo suo per sbarcare il lunario; si persero di vista, ognuno in fondo perso dentro ai fatti suoi, come direbbe Vasco. Loris, per esempio, che era il batterista, si è sposato con Simona, insieme alla quale ha fatto un mutuo per un bicamere con balcone e un figlio, Alessio, che ha sei anni e sembra aver scarsa considerazione per quel babbo mezzo disoccupato e apparentemente buono a nulla. La memoria di quell’esperienza avventurosa e sfrenata sembra essersi perduta per sempre, nessuno ha più idea di chi fossero “I Pluto”.
Finché un giorno, Loris, non si vede recapitare una sorprendente e-mail da parte di uno strano giornalista musicale: un certo Ludovico Reviglio, a sentir lui devoto estimatore dei Pluto fino al fanatismo, che gli comunica l’intenzione di voler realizzare un documentario proprio su di loro.

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Loris sulle prime prende la cosa come uno scherzo, ma di fronte alle ripetute e insistenti telefonate da parte di questo misterioso ammiratore, che non vuol sentir ragioni e fissa anche un appuntamento, deve arrendersi a questo tenace interessamento.
E siccome viene ventilata anche la possibilità di ricavarci qualche soldo, Loris vince la propria riluttanza e si mette alla ricerca degli altri componenti della band. Impresa che si rivela difficile, perché gli ex-membri dei Pluto hanno finito col detestarsi l’un l’altro: il cantante Maurilio detto Mao fa il barman in un localetto sulla costa, la bassista Sabrina, che quindici anni fa sembrava la quintessenza della trasgressione, adesso si è accasata con un agente immobiliare e tiene in ordine la villettina a schiera pretenziosa e meschina, il chitarrista Rino è operaio con contratto a termine presso gli stabilimenti Genchem, e si prende cura del babbo ex-operaio, reduce da due infarti.
Nessuno di loro sembra aver voglia e tempo da perdere per rievocare la memoria di eventi che non solo ormai appartengono al passato, ma che oggi ai loro occhi appaiono stupidi, sconclusionati e causa di infinite recriminazioni. Ma Ludovico Reviglio, questa specie di giornalista-ammiratore, è un tipo veramente unico: sa tutto dei Pluto, anche dettagli della loro vita privata, manco fossero i Rolling Stones, ma quel che impressiona più di tutto, e che impedisce a Loris e agli altri di sottrarsi a quell’ostinata ammirazione, è che quel Ludovico è costretto sulla sedia a rotelle.
Un trentenne appassionato e devoto, in un corpo pallido e fragile: un ricatto vivente.
I quattro della banda ricevono tutto questo affetto in preda a un sentimento di riconoscenza misto a un vago senso di colpa. Non riescono a dirgli di no, sono costretti ad assecondarlo in quel suo progetto, che prevede inoltre di riportarli sul palco per un nuovo clamoroso concerto.
Dunque non è vero che erano dei buoni a nulla, per qualcuno avevano contato davvero qualcosa, ma soprattutto, inaspettatamente, quell’incontro dà modo a quei quattro bischeri, frustrati e ignoranti, di riassaporare il gusto di sentirsi protagonisti di qualcosa. Anche agli occhi del piccolo Alessio, che non sapeva nulla di quel passato musicale, quel suo babbo intronato dalle canne e dall’inattività diventa in qualche modo un eroe di cui essere finalmente orgoglioso.

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 BIOGRAFIA
I Pluto si formano a Rosignano Solvay, nel 1993. I componenti originari sono Maurilio Fantini, detto Mao, e Loris Vanni, rispettivamente voce e batteria. Inizialmente il gruppo si chiama Atomix Frusta, poi, con l’ingresso della bassista Sabrina Cenci, il gruppo assume il nome di Pluto; suonano una musica tendente al punk, con sfumature garage-music. Nel 1995 entra a far parte del gruppo il chitarrista Rino Falorni, che aggiunge un tocco più hardrock allo stile del gruppo.
Nel 1996 esce il primo album, “Paraculo”, per la BFM. Viene realizzato il videoclip del singolo “Vado al mare”, e segue un tour nei locali. L’album non ha un esito commerciale positivo, ma la BFM riesce a piazzarli come gruppo di apertura nelle ultime date del Regina di Cuori Tour dei Litfiba.
Nel 1997 lasciano la BFM. C’è una profonda inconciliabilità tra la major e la band che vorrebbe maggiore indipendenza e maggiori guadagni.
Nel 1998 esce il secondo album, “Sudo ma godo”, stavolta per la piccola etichetta indipendente Gorkji Records di Cascina (PI). Questa volta battono il circuito alternativo, senza troppo successo.
Nel 2000, la band decide di cessare la propria attività.
“Quello dei Pluto è un rock di tipo classico, maturato nelle cantine di una cittadina operaia di provincia; un rock semplice e diretto, talvolta tendente all’hardrock ‘cafone’, caratterizzato dalle liriche sintetiche e ingenuamente volgari del cantante Mao Fantini.” (Mucchio ‘99)
“Li ho sentiti, non sono malissimo.” (Musica! ‘96)
“I Pluto? sono i più grandi di tutti.” (Vasco Rossi)
DISCOGRAFIA DEI PLUTO:
“Paraculo” (1996) BFM
“Sudo ma godo” (1998) Gorkji Records

‘I più grandi di tutti’ di Carlo Virzìultima modifica: 2012-03-13T18:05:37+01:00da deanna2011
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